sabato 8 marzo 2008

Festa della donna

Vi riporto solo una delle spiegazioni della Festa della donna la cui nascita è molto controversa e per questo vi rimando a Come nacque l’8 marzo, quella svista dietro una data.

Sembra che le origini della Festa della festa della donna risalgano al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diversi giorni, finché l'8 Marzo il proprietario dell'azienda Mr. Johnson bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie morirono. Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.
L'8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata. Quindi, non è una "festa", ma una ricorrenza.
Perché la mimosa è il simbolo della festa della donna?
Sembra che la mimosa sia stata adottata come fiore simbolo della festa della donna dalle femministe italiane nel 1946, quando l’U.D.I. (Unione donne italiane) stava preparando la prima Festa della donna del dopoguerra. Si cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata e si scelse la mimosa perché fiorisce a Marzo.
Riferimento: Leggi e vai

mercoledì 5 marzo 2008

Ridere fa bene

… E ora si ride!!!!! Francesca

Che cosa fa Mosè fermo davanti al Mar Rosso? Aspetta che diventi… verde!

Che cosa ci fa un chicco di caffè nella doccia? Si…lavazza!

Sapete perché il canguro è l’animale più ricco della terra? Perché sin da piccolo giocava in…borsa!

Un uomo a un amico:”Ho subìto molti furti, ma ieri sono riuscito a impedire ai ladri di entrare dalla finestra…”
“Bravo, hai messo delle inferriate?”. “No, ho semplicemente...lasciato la porta aperta”.


Francesca ci ha fatto ridere e possiamo solo ringraziarla visto che ridere sembra faccia bene alla salute, come potete leggere dall'articolo seguente.
Ridere protegge la salute del cuore come l'aerobica
come dimostra una ricerca condotta all'Università del Maryland, School of Medicine di Baltimora. La ricerca ha inoltre dimostrato che emozioni negative inducono vasocostrizione ed incidono negativamente sul benessere complessivo dell'organismo.
Ridere fa bene alla salute come una lezione di aerobica perché in entrambi i casi i vasi sanguigni risultano più dilatati e sostengono un flusso di sangue più copioso.
Lo studio mostra anche che emozioni negative inducono vasocostrizione ed è quindi l'ulteriore evidenza del peso che le nostre emozioni hanno sul benessere complessivo dell'organismo. A risentire positivamente delle allegre risate è lo strato che riveste i vasi internamente, l'endotelio, mediatore delle proprietà vaso dilatatrici indotte dell'umorismo.
"Dati i nostri risultati - ha dichiarato il coordinatore dei lavori Michael Miller - emerge la possibilità che ridere mantenga sano l'endotelio, riducendo i rischi cardiovascolari.... Non stiamo certo raccomandando di abbandonare le palestre sostituendole con le risate - ha sottolineato Miller-, ma suggeriamo di ridere regolarmente oltre a fare ginnastica."
Dalla rivista Newton - 01 aprile 2005 - a cui si rimanda per ulteriori informazioni.

Il significato dei nomi

Ti sei mai chiesto cosa significa il tuo nome? L’altro giorno, in classe è stato intavolato il discorso sul significato dei nomi, allora ho pensato di dirlo io a chi non lo sapesse, specificando anche l'onomastico!!!!!!! Francesca

Alessandra - colei che difende e protegge - 20 marzo
Andrea - coraggio, virilità, guerriero - 30 novembre
Angelica - messaggera - 6 dicembre
Anna - graziosa - 26 luglio
Cristina - seguace di Cristo - 24 luglio
Daniele - Dio è il mio giudice - 10 ottobre
Francesca - libera - 4 ottobre
Gemma - pietra preziosa - 11 aprile
Giorgia - agricoltore - 23 aprile
Giulia - discendente di Giove - 22 maggio
Lorenzo - proveniente dalla città di Laurentum - 10 agosto
Luca - originario della Lucania - 18 ottobre
Mauro - moro, del Marocco - 15 gennaio
Melissa - ape - 1 aprile
Nicola - vincitore del popolo - 6 dicembre
Mary - amata - 12 settembre
Stefania - corona - 26 dicembre

ORA TOCCA A VOI!
1. Sapevate il significato del vostro nome?
2. Vi piace il significato del vostro nome?

Patate superstar!

Ecco che anche questa settimana Francesca puntualmente ci fornisce il suoi articoli di giornalismo. Grazie Francesca!
NEL 2008 SI CELEBRA L’ANNO INTERNAZIONALE DELLA PATATA, ALIMENTO PREZIOSO
QUANTO SEMPLICE DA COLTIVARE.
Il tubero più buono del mondo è talmente importante da meritare festeggiamenti tutto l’anno. Il 2008 è stato infatti dichiarato dalla FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), Anno internazionale della patata. Per quale motivo viene data così importanza al contorno preferito da tutti i bambini, specie se fritto (ma anche in umido, col sugo, sotto forma di purè…)?
La FAO stima che nei prossimi 20 anni la popolazione mondiale crescerà ancora, in particolare nei paesi in via di sviluppo, ossia i più poveri. Molte persone avranno dunque necessità di alimentarsi: la patata, buona resistente, in grado di crescere in climi non troppo ospitali, ricca di proprietà nutritive, potrebbe aiutare davvero il mondo a svilupparsi, e contenere la piaga della fame.
Già gustata 8.000 anni fa sulle Ande (coltivata sulle sponde del lago Titikaka), la patata è stata portata in Europa dagli spagnoli nel XVI secolo. Velocemente si è distribuita in tutto il mondo, e oggi si ritrova in Cina, all’Equatore e persino nella steppa russa.

UN TESORO DI TUBERO
La patata è un tubero speciale: ricca di carboidrati, fornisce una buona dose di energia. È anche ricca di vitamina C, di potassio e di ferro.
Le sue proprietà sono contenute nella buccia: per non perderle, occorre cucinarla senza pelarla. A proposito, cosa significa tubero? Il tubero è la parte sotterranea della pianta, una prosecuzione del fusto che si è modificata, e serve come “magazzino” delle sostanze nutritive.

L’ITALIA IN PRIMA LINEA
Anche il nostro Paese partecipa ai festeggiamenti dell’Anno Internazionale della patata, con eventi che prenderanno vita nel corso del 2008. Tra questi ricordiamo l’Ortogiardino di Pordenone (dal 1 al 9 marzo), il Convegno Internazionale, con il patrocinio della FAO, per discutere le possibilità di diffusione della coltura nel mondo (a maggio). E poi a settembre la sagra della patata di Gottolengo (Brescia).

EVVIVA LE CHIPS
Mangereste solo tuberi fritti? Tutto merito di Gorge Crum, un cuoco americano che un giorno, nel 1853, esasperato da un ricco cliente del suo hotel che chiedeva di poter mangiare patate sempre più sottili, decise di fargliela pagare: tagliò le patate a striscioline e le gettò in un pentolone di olio caldo…il risultato fu inaspettato! Le piccole patate riscossero un grande successo, e negli Usa vennero da quel momento definite”chips”.
La patata però esprime il meglio di sé anche cucinata in altri modi: trasformata in gnocchi, per esempio, oppure in umido, cucinata con lo speck , arrosto, lessata, al forno o con il rosmarino.
Stanchi delle solite patatine? Allora provate la batata, o patata americana (dolce), una squisitezza…da assaggiare al posto della frutta, bollita o al forno.

PATA-NUMERI
- La varietà di patata (comprese quelle selvagge) sono ben 7.500
- 195.000 sono i chilometri quadrati dedicati alla loro coltivazione nel mondo
- In Europa, le persone mangiano 96 chili di patate l’anno. Nei paesi in via di sviluppo la media è di circa 21 chili.

RICETTINA
PATATE ALLO SPECK
Tagliate a striscioline un bel pezzo di speck trentino e fatelo cuocere a fuoco lento in poco burro. Fate bollire con la buccia una patata a persona. Tolta la pelle, tagliate le patate a dadoni, condite con due cucchiai di maionese, sale, un pizzico di pepe e aggiungete lo speck. Squisito!
(tratto da IL GIORNALINO)

ORA TOCCA A VOI!
1. Sapevate dei festeggiamenti organizzati nel 2008 per la patata?
2. A voi piacciono le patate?
3. Le patate come le preferite (fritte, lesse, al forno..)?

Spazio chiacchiere di Marzo

mercoledì 27 febbraio 2008

La superstizione

Vi ricordate che Daniele ha introdotto il discorso sulle superstizioni facendo, come ha detto lui, una domanda stupida?
Qui trovate la spiegazione sulla superstizione contro il numero 13.
Riporto, inoltre, ciò che dice sull'argomento Elda Lanza nel suo libro Signori si diventa :


La superstizione è da secoli una maniera certa di crearsi un problema.

A chi crede che un gatto nero che attraversa la strada porti sfortuna, come si fa a spiegare che questa fama il povero gatto se l’è creata quando passando per strade non illuminate faceva imbizzarrire i cavalli, allora unico mezzo di trasporto?

A chi crede che un cappello sul letto porti disgrazie, si può dire che la cosa è nata quando i cappelli erano nidi di bestiole di ogni genere, con la polvere e le polverine usate per elaborate parrucche?

A chi crede ai sette anni di disgrazia per uno specchio rotto, si può raccontare che gli specchi, nel Settecento, erano preziosissimi, costavano molto denaro e ci volevano sette anni di lavoro per molarli e inciderli?

Così come un tempo passare sotto la scala di un operaio: modo abbastanza sicuro per farsi arrivare sulla testa un’accetta o una pietra?

Ogni superstizione ha una spiegazione logica e sensata, che tuttavia non convince chi ci crede. Come diceva Totò, stringendo l’immancabile cornetto: “Non ci credo, ma mi adeguo”.


Lo stereogramma del quadrifoglio, ritenuto un portafortuna, è stato tratta dal sito http://www.esergis.it/stereogrammi/pagstereo.htm dove troverai le spiegazione per riuscire a vedere l'immagine in 3D che vi è nascosta.

Incontro con l'autore

Sabato, a scuola, ci sarà l'incontro con Arturo Buzzat. Eccovi le recensioni di tre dei suoi libri.
Vite dimenticate
(Uganda: i bambini di Gulu)
Autore: Rita Musumeci, Arturo Buzzat.
Età: Da 12 a 15 anni
Il protagonista di questo romanzo è un ragazzo nato in Uganda, adottato da genitori italiani, che riesce nel sogno della sua vita: conseguire la laurea in medicina. Appena laureato intraprende un viaggio verso il paese natale, per riscoprirne le atmosfere, per ritrovare amici, ma soprattutto per poter aiutare altri bambini assieme al medico che gli ha salvato la vita. Durante il volo in aereo un articolo di giornale e un compagno di viaggio curioso, lo portano a ripercorrere il terribile giorno in cui venne rapito dai guerriglieri e fu trasformato in un bambino-soldato. Il giovane racconta i due anni trascorsi con i guerriglieri e la sua prima missione, durante la quale rimane ferito gravemente. Ma è anche un racconto di speranza il suo, la speranza della nuova vita che i medici Pietro e Lucille sanno donargli, la speranza che gli infonde la sorellina creduta persa e poi ritrovata, la speranza di tornare a camminare e, più importante di ogni altra cosa, la speranza di potere un giorno fare qualcosa per salvare i bambini di Gulu. Il libro affronta i molteplici problemi che affliggono la realtà africana, offrendo spunti per dibattiti e approfondimenti.
Da Kabul a Kabul (per non dimenticare)
Autori: Rita Musumeci, Arturo Buzzat.
Età: Da 12 a 16 anni
Zaira, una donna afghana di quarantadue anni, narra, sotto forma di diario, un periodo tormentato della sua vita.
Un ufficiale le porta la triste notizia: suo marito è stato imprigionato e rischia la pena di morte. Fortunatamente un fedele amico l’aiuta a fuggire insieme alla figlia Amina, e a raggiungere le sperdute montagne dove inizia un umanissimo percorso di aiuto e fratellanza con la gente afghana.
Il libro è uno spaccato di storia e geografia insieme, oltreché di tradizioni e costumi di un popolo, quello afghano, in un momento storico che ha segnato drammaticamente questo inizio di secolo.
In Viaggio dall'Altopiano
Autori: R. Musumeci, A.Buzzat.
Età: Da 12 a 16 anni
Il giovane eritreo A. Selassé racconta il tragico viaggio che lo ha portato a lasciare la sua Africa, per venire a vivere in Italia. Sentiamo le sue parole: "Ho deciso di raccontare la mia storia dopo aver visto, nell'ottobre 2003, quanto era accaduto nel Canale di Sicilia a dei giovani somali. Vorrei che certe tragedie non accadessero più. Vorrei che chi detiene il potere sulla Terra comprendesse che non è possibile continuare ad accettare "certe morti". Spero che qualcuno di questi potenti, aiutato magari anche da queste pagine, senta salire dal profondo del cuore la voglia e la volontà di aiutare concretamente il cosiddetto Terzo Mondo e, attraverso interventi mirati, che sappiano coniugare cultura e sviluppo, riesca a regalare alle genti di questi Stati la gioia di possedere un lavoro che consenta di vivere dignitosamente.