Vi ricordate che Daniele ha introdotto il discorso sulle superstizioni facendo, come ha detto lui, una domanda stupida?Qui trovate la spiegazione sulla superstizione contro il numero 13.
Riporto, inoltre, ciò che dice sull'argomento Elda Lanza nel suo libro Signori si diventa :
La superstizione è da secoli una maniera certa di crearsi un problema.
A chi crede che un gatto nero che attraversa la strada porti sfortuna, come si fa a spiegare che questa fama il povero gatto se l’è creata quando passando per strade non illuminate faceva imbizzarrire i cavalli, allora unico mezzo di trasporto?
A chi crede che un cappello sul letto porti disgrazie, si può dire che la cosa è nata quando i cappelli erano nidi di bestiole di ogni genere, con la polvere e le polverine usate per elaborate parrucche?
A chi crede ai sette anni di disgrazia per uno specchio rotto, si può raccontare che gli specchi, nel Settecento, erano preziosissimi, costavano molto denaro e ci volevano sette anni di lavoro per molarli e inciderli?
Così come un tempo passare sotto la scala di un operaio: modo abbastanza sicuro per farsi arrivare sulla testa un’accetta o una pietra?
Ogni superstizione ha una spiegazione logica e sensata, che tuttavia non convince chi ci crede. Come diceva Totò, stringendo l’immancabile cornetto: “Non ci credo, ma mi adeguo”.
Lo stereogramma del quadrifoglio, ritenuto un portafortuna, è stato tratta dal sito http://www.esergis.it/stereogrammi/pagstereo.htm dove troverai le spiegazione per riuscire a vedere l'immagine in 3D che vi è nascosta.
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