Forse la Rivoluzione americana ha ispirato la nostra giornalista Francesca? L'inizio della Dichiarazione d'indipendenza è molto famoso e recita così: "Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità...Francesca ci fa riflettere.
Luci e ombre della condizione dell’infanzia: malattie e speranze per un futuro di diritti per tutti. La Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, ratificata da 191 paesi, tutti quelli del mondo, tranne Usa e Somalia, riconosce ai bambini una lunga serie di diritti, ma ce n’è uno fondamentale senza il quale tutti gli altri non potrebbero esistere: il diritto alla vita, e di conseguenza alla salute. In questo il mondo appare ancora oggi diviso in due: da un lato i Paesi occidentali in cui la mortalità infantile è un evento rarissimo, in cui i bambini hanno accesso alle cure, a un’alimentazione adeguata, in cui, come è appena accaduto in Italia, c’è una Carta per i diritti dei bambini in ospedale, promossa dall’Abio e adottata dalla maggior parte dei reparti pediatrici. Dall’altro lato, nei cosiddetti Paesi del Sud del mondo, i bambini continuano a morire per cause più banali.
Ogni anno l’Unicef elabora un rapporto sulla condizione dell’infanzia del mondo. Quest’anno è dedicato espressamente alla salute ed è intitolato "Nascere e crescere sani".
“Nascere e crescere sani”. Emerge che ogni giorno muoiono nel mondo 26.000 bambini sotto i cinque anni, la maggior parte per cause prevedibili (polmonite, diarrea, malaria, morbillo…). Un dato ancora alto, ma in netta diminuzione grazie agli sforzi fatti dalle campagne di vaccinazione e contro la malnutrizione. L’80% di queste morti si verifica nell’Africa Sub-sahariana, dove un bambino ha una probabilità su sei di morire prima dei cinque anni. Dal 1990 a oggi il tasso di mortalità nei Paesi meno sviluppati è calato fino al 50%.
NON HANNO DIRITTO A…
Sono 72 milioni nel mondo i bambini e gli adolescenti che non vanno a scuola e 246 milioni di ragazzi dai 5 ai 17 anni costretti al lavoro. Tra di essi, 179 milioni svolgono mansioni pericolosi per la salute fisica, morale e mentale. 400 milioni di bambini (circa un quinto dell’intera popolazione infantile mondiale) sono privi della minima quantità d’acqua necessaria a vivere. I bambini sono primi vittime delle guerre: attualmente ne sono in corso 29, dal Libano ad Haiti.
GUERRA SIGNIFICA: non andare a scuola, non avere cibo, non giocare, perdere i genitori, perdere l’infanzia, perdere la vita.
KENIA- voglio tornare a scuola
Era uno dei paesi più stabiliti dell’Africa, dove le condizioni di vita per i bambini erano in costante miglioramento, a partire dall’istruzione. Poi, dopo le contestate elezioni del dicembre 2007, è esplosa una guerra civile: sfollati, morti per le strade, scuole distrutte.
IRAQ- potenziali terroristi
Gli attentati quotidiani in Iraq creano un clima di massima allerta: così i soldati americani controllano tutti, anche i bambini. Circa 2 milioni di bambini continuano a soffrire in Iraq a causa di inadeguata nutrizione, malattie e mancanza di istruzione.
AFGHANISTAN- orfani sulle strade
Trent’anni di bombardamenti, guerre civili, mine: in Afghanistan ci sono migliaia di orfani, e molti di essi, vivono in strada senza che nessuno si occupi di loro.
DARFUR- nuovo genocidio
Il Darfur è una regione del Sudan dove da anni è in corso una guerra civile che vede alcuni gruppi etnici sistematicamente perseguitati. Centinaia di migliaia di vittime, molti bambini.
GHANA- un calcio alla miseria
Giocare a calcio nelle strade è molto popolare in Africa: basta poco, una palla, uno spiazzo, non è necessario avere la scarpe. Per molti di questi ragazzi il calcio è il sogno di una vita diversa.
CINA- figli unici
Nello zodiaco cinese questo è l’anno del topo: un’occasione per truccarsi da topolini. La Cina è sostanzialmente una Nazione di figli unici: per arginare la sovrappopolazione una legge stabilisce che le coppie possono avere un solo figlio. Se è una bambina spesso viene abbandonata o lasciata morire.
(Tratto da: Il Giornalino)
Riflettere:
avete mai pensato a quanto siamo fortunati?
Vi rendete conto delle conseguenze delle guerre, degli uragani…?
Tante volte ci arrabbiamo con i nostri genitori perché non ci comprano qualcosa, a volte superflue, pensiamo a chi invece non ha nemmeno le cose essenziali per vivere.
3 commenti:
ciao sono giulia ed è propio vero che noi siamo tanto ma tanto fortunati......infatti quando passo per strada e trovo una persona ,diciamo "diversa" mi vengono in mente tutte le volte k mi sono arrabiatacon mia mamma xk nn mi comprava le cose....... bisogna pensare a quanto siamo fortunati
ciao....non ci posso credere che i giapponesi possano fare tutto questo è crudele!!!!!!!!!!!!
comunque da qualche anno mi sono accorta di quanto fortunati siamo,di tutte quelle cose che abbiamo che molti altri non anno!
infatti cerco di non fare storie con i miei genitori..solo che non tanto ci riesco. mi rendo anche conto di quanti uragani,guerre ecc.debbano distruggere miliaia e miliaia di persoone!
ciao voglio riprendere l'argomento k stavo scrivendo ieri.....io volevo dire che noi siamo tanto fortunati xk i nostri genitori ci hanno fatto nascere sani.. senza problemi....con tanto amore e afetto.....invece dobbiamo pensare ai bambini che vengono abbandonati e lasciati da soli in un orfanotrofio senza nessuno.....quindi dobbiamo essere felici di come siamo e di quello che abbiamo k tanto........ciao ciao GIULIA
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