giovedì 3 aprile 2008

Tema di Francesca

Che sfortuna! In gita hai perso la macchina fotografica di tuo fratello. Sei disperata perché gli avevi assicurato che poteva fidarsi di te. Inoltre avevi scattato alcune foto davvero divertenti ai tuoi compagni.

Oggi sono tornata dalla gita a Milano ma è successo una tragedia.
“Melissa, Melissa, hai visto la mia macchinetta fotografica?!!?” le chiesi in treno. “No Francesca, non ne ho la più pallida idea di dove sia la tua macchinetta”. A dir la verità nemmeno io sapevo dove l’avessi posata. Ad alta voce chiesi: “Qualcuno ha visto la mia macchinetta fotografica?” “No” risposero in coro i miei compagni dopo aver ripetuto più volte la domanda.
Il mio cervello si riempì di brutti pensieri.
Se l’avessi persa a Milano, non avremmo potuto tornare indietro perché eravamo già a più di metà tragitto.
Poi mi precipitai dalle insegnanti che indifferenti mi risposero: “A scuola, poi, quando arriveremo, chiameremo al museo, e se è lì, ce la manderanno per posta. Dai, non ti preoccupare!”
Cosa!!?! Non ti preoccupare?!?? Ma cosa dicono?! Forse loro non sapevano che la macchinetta era di mio fratello, come si faceva a non preoccuparsi? E in più, gliel’avevano regalata!
Io imperterrita, continuai a cercare; dentro al marsupio, nello zaino, sia mio che dei miei amici, dentro ai cestini del treno, insomma, dappertutto. Non la trovai da nessuna parte e ormai avevo solo un’ora per inventare una scusa.
Mi ero talmente mossa da un posto all’altro, che vomitai.
I miei compagni ridevano a crepapelle e fino a un certo punto credetti che me l’avessero nascosta loro, ma non era così, non l’aveva nessuno.
Ero proprio finita!!
In macchina non dissi nulla a mamma. Ma chi aveva il coraggio di dirglielo e di affrontarla?
Pensavo, prima lo dico alla mamma, con calma, e poi insieme lo diciamo a mio fratello, con “immensa” calma.
In macchina addolcii mia mamma il più possibile perché poi ci sarebbe stato il trauma.
Dopo avermi fatto la doccia affrontai con cautela l’argomento con mia mamma. …Fu molto comprensiva e la prese meglio di quanto mi aspettassi. Questa era passata!!
In realtà la mia più grande paura era quella di perdere la fiducia di mio fratello.
Il giorno seguente, lo dissi a mio fratello, e ci fu un baccano assordante! Fece una scenata delle sue e mi spiegò che il problema era il legame affettivo particolare che aveva, non tanto per la macchinetta in sé.
Purtroppo al museo, nessuna traccia di macchinetta fotografica! Ma quanto sono disgraziata, più sfortunata di così!??!
Per due, tre giorni mio fratello mi tenne il muso e io ero molto triste.
Non sono caduta in depressione perché dopo una settimana e mezza arrivò una bella notizia.
“Dlon, dlon…” il campanello suonò.
Vidi entrare Simone, che non era stato con noi tutta la gita, ma era tornato a casa per essersi preso una brutta influenza. Mi tese la sua mano dicendomi: “Ecco la macchinetta di tuo fratello. Me l’avevi prestata per farti una foto davanti al duomo di Milano, non te l’avevo restituita, mi dispiace”. “Grazie Simone” e lo abbracciai molto forte, senza rendermene conto. Ero felice!
Chiamai mio fratello che era a lavoro e gli urlai la notiziona, ma non capì niente per la troppa confusione.
Tornato a casa si scusò per le sgridate che mi rivolse quel giorno.
La cosa che più mi rese felice era che riacquistai la fiducia in mio fratello.
Da quel giorno siamo inseparabili!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

è bellissimo brava francesca!!

Anonimo ha detto...

grazie!!!!!!!!!