In occasione della «Giornata della memoria» del 27 gennaio 2008, venerdì andremo a seguire la rappresentazione teatrale Il Tempo Sospeso di Daniele Ceschin per non dimenticare la tragedia della Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati" (Legge 20 luglio 2000, n.211,art.1). E’ una data simbolica ed evocativa, che coincide con il giorno della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, e per questo scelta dal Parlamento italiano per non dimenticare gli orrori del nazismo e le persecuzioni razziali in Italia durante il fascismo.(per saperne di più: http://tuttoscuola.altervista.org/memoria/memoria.htm)
Il Tempo Sospeso, basato sulla ricerca dello storico Daniele Ceschin, iniziata nel 2005, racconta la tragica vicenda di un gruppo di ebrei stranieri, austriaci, croati, cechi, polacchi, ungheresi, etc. che, deportati nel 1941 in molte città dell'Italia settentrionale, comprese Padova, Vicenza e Treviso, furono sottoposti a misure restrittive della libertà personale (obbligo di firma due volte al giorno, divieto di allontanarsi senza autorizzazione e di frequentare locali pubblici, obbligo di mantenere buona condotta e di non dar luogo a sospetti). La rappresentazione fa luce anche sui numerosi episodi di solidarietà da parte della popolazione locale nei confronti di queste sfortunate persone. Con la firma dell'armistizio (8 settembre 1943) il loro destino sarà ancora più terribile.
E' una storia localizzata in provincia di Treviso, ma che di fatto assume una importanza mondiale per i temi che affronta.
Riporto, inoltre, alcuni frammenti di un documento che si può leggere all’entrata del campo di concentramento di Auschwitz , scritto da Primo Levi, autore di racconti, memorie, poesie e romanzi, deportato nel campo di sterminio di Auschwitz nel 1944 e sopravvissuto.
Al visitatore
(..) La maggior parte fra noi erano ebrei: ebrei provenienti da tutte le città italiane, ed anche ebrei stranieri, polacchi, ungheresi, jugoslavi, cechi, tedeschi, che nell’Italia fascista, costretta all’antisemitismo dalle leggi di Mussolini, avevano incontrato la benevolenza e la civile ospitalità del popolo italiano. Erano ricchi e poveri, uomini e donne, sani e malati. C’erano bambini fra noi, molti, e c’erano vecchi alle soglie della morte, ma tutti siamo stati caricati come merci sui vagoni, e la nostra sorte, la sorte di chi varcava i cancelli di Auschwitz, è stata la stessa per tutti. Non era mai successo, neppure nei secoli più oscuri, che si sterminassero esseri umani a milioni, come insetti dannosi: che si mandassero a morte i bambini e i moribondi. Noi, figli cristiani ed ebrei (ma non amiamo queste distinzioni) di un paese che è stato civile, e che civile è ritornato dopo la notte del fascismo, qui lo testimoniamo. In questo luogo, dove noi innocenti siamo stati uccisi, si è toccato il fondo delle barbarie. Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell’odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, né domani né mai. Primo Levi
Se questo è un uomo
« Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi. »
Primo levi
2 commenti:
Allora, ragazzi, è stato uno spettacolo coinvolgente vero? Siamo usciti tristi, chi più chi meno.Dai commenti in classe non tutto è stato afferrato. Come ci siamo detti, è difficile capire perchè è successo tutto ciò e possiamo solo immaginare cosa si prova ad essere privati della propria dignità umana e della libertà....noi che siamo liberi...
Mary
ciao a tutti.. wow vedo che sono la prima a scrivere...
volevo dire solo 2 cose..
quel venerdi che siete andati a vedere il filmato io nn c ero perche purtroppo ero a casa ammalata... e cosi mi sono persa una cosa interessante.. xò posso dire qualcosa su questo argomento xk sono andata a vedere un vero e proprio campo di concentramento... faceva veramente orrore. x prima cosa sono andata a vedere le stanze dove venivano rinchiusi e devo dire che facevano paura .. vi voglio dire solo che quelle micro di stanze erano 1 metro x 3.. coiè minuscole e su queste "gabbie ci dovevano dormire e fare bisogni in una decina oppure quindicina.. UNO SCANDALO poi sono andata a vedere dove tenevano le armi x torturarli... la frusta era fatta così: aveva un manico di legno molto molto grosso poi una treccia d acciaio anche quella grossa e alla fine c era una specie di bullone che ti stava su tutto il palmo della mano... c'erano un sacco di altre cose terrificanti...
Posta un commento